Che valore ha lo sport?
Lo sport ha un valore importantissimo nella crescita dei ragazzi, trasmette valori educativi quali lealtà, rispetto, gestione della sconfitta, valori sociali, esempio lo stare assieme, spirito di squadra o il confronto, inoltre lo sport aiuta a restare in salute fisicamente, contrasto dell’obesità, gestione dello stress.
Perché è importante la disciplina?
La disciplina è fondamentale nello sport, è solo attraverso ad essa che si possono raggiungere i risultati e mantenerli. Se non si seguono delle regole, la pianificazione di un percorso formativo\sportivo è impossibile, il miglioramento prestativo passa attraverso step giornalieri\mensili\annuali che richiedono, da parte dell’atleta, disciplina ed impegno.
Quale è il ruolo dei genitori nello sport?
Premetto che considero importante la figura genitoriale per la pratica sportiva dei figli, riguardo al ruolo che essi dovrebbero tenere, a mio parere, dovrebbero stare al loro fianco stimolandoli, gratificandoli e consolandoli (senza però dar loro degli alibi). Mi spiego, i ragazzi, specie nella età adolescenziale sono sempre sulle “montagne russe”, se restiamo in ambito sportivo, si esaltano quando ottengono il risultato e si deprimono quando questo non arriva, il genitore dovrebbe fare da “livella”, frenando gli entusiasmi ma soprattutto evidenziando le cose positive nelle sconfitte. Il problema lo abbiamo quando anche il genitore sale sulla carrozza delle montagne russe amplificando l’effetto up-down
Vuoi questo spazio? scrivi a info@glimmo.it
Cosa cambia quando chiedi ai ragazzi di faticare?
E’ uno dei passaggi più delicati, le statistiche dicono che l’inizio della attività sportiva avviene a 8\10 anni, in questa fascia di età, lo sport è un gioco, gli esercizi che si eseguono sono orientati in quel modo, parlando di ciclismo sono gimcane, mini sprint, esercizi di equilibrio, crescendo ed entrando in categorie agonistiche, serve far capire ai ragazzi il concetto della fatica, impegnarsi per migliorarsi. Questo per far capire ai ragazzi che il traguardo che ci si è prefissato e che si vuole raggiungere, passa attraverso un impegno costante, quotidiano un lavoro anche faticoso, ripagato da una grande gratificazione nel momento in cui si raggiunge ciò che ci si era prefissi. Cambia anche la figura del tecnico, inizialmente era colui che organizzava il gioco-allenamento, crescendo, diventa la persona che aiuta nel raggiungere i traguardi fissati, il rapporto, seppur sempre amichevole, è di rispetto dei ruoli.
Perché è importante far faticare i ragazzi di fronte agli obiettivi? E la scuola può essere di aiuto?
Il concetto fatica per il raggiungimento degli obiettivi è basilare per la formazione e crescita dei ragazzi, nella attuale società, spesso e non solo nei ragazzi, si abbina il successo al colpo di fortuna, il più delle volte per non riconoscere i meriti altrui. Nello sport il risultato non lo si ottiene così, il traguardo non lo si raggiunge grazie all’estrazione di un biglietto della lotteria o ad un gratta e vinci, la vittoria può avere anche una parte di fortuna, ma il vincitore era li, aveva lavorato ed impegnato perché si creassero i presupposti per ottenere la vittoria.
Certamente la scuola può aiutare, in fondo per raggiungere il risultato il percorso è lo stesso, allo stesso tempo la scuola dovrebbe incentivare la pratica sportiva per le ragioni che elencavo precedentemente, trasmissione di valori, impegno, fatica per raggiungimento del risultato. Alcune volte, e di questo me ne dispiaccio, trovo una avversione di alcuni professori, come se lo sport fosse una perdita di tempo, resto convinto che al contrario, sport e scuola dovrebbero essere alleati, sono pilastri che con la famiglia, servono ai ragazzi per la crescita, se nella costruzione non trovi pilastri solidi e numerosi, far restare in equilibrio l’edificio, è un’operazione molto più complessa. E’ certamente più semplice evitare il confronto, rimanendo nel proprio ambito, sia scolastico che sportivo, ancora oggi sento tecnici che consigliano l’abbandono scolastico per inseguire sogni sportivi che spesso rimangono tali, ma se vogliamo veramente il bene dei ragazzi, serve fare uno sforzo e parlarsi, loro sono il nostro futuro.