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Il blog letterario che mancava

«L'elegante congedo dello scrittore Julian Barnes»

«L'elegante congedo dello scrittore Julian Barnes»

Attualità
26 feb 2026 2 min
Redazione Glimmo

Redazione Glimmo

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##giuseppezullino

E' da poco uscito in libreria. Lui è un autore inglese che ha saputo coltivare il suo pubblico con romanzi molto interessanti suscitando anche l'interesse della critica. Per conoscerlo meglio abbiamo chiesto al nostro redattore Giuseppe Zullino di recensire il suo ultimo lavoro. Ecco cosa ne è uscito.

Da poco in libreria l’ultimo romanzo dello scrittore londinese Julian Barnes, “Partenze”, edito da Einaudi e tradotto da Susanna Basso. Stiamo parlando di uno dei massimi scrittori inglesi viventi,
un maestro della narrativa che ha ricevuto molti riconoscimenti in patria e nel mondo; solo per comodità ricordiamo il Man Booker Prize nel 2011 con “Il senso della fine”.
Il nostro romanzo ha una struttura molto originale. La storia fondamentale conosce una prima parte ambientata in un college di Oxford negli anni Sessanta, dove Stephen e Jean poco più che ventenni si conoscono e si fidanzano grazie allo stesso autore del romanzo, l’allora studente in lingue Julian Barnes, che è amico di entrambi e li fa conoscere. I due si lasceranno e prenderanno
strade diverse; tuttavia Stephen, dopo la bellezza di quattro decenni, ritroverà l’amico Julian e lo implorerà di ritrovare Jean e di fare in modo di riconquistarla per poi sposarla. La seconda parte del
racconto narra proprio il ritrovarsi marito e moglie dopo tanti anni e il bisogno di confidarsi, in separata sede, con l’amico e sodale Julian, all’inizio perplesso ma poi sempre più compiaciuto nel diventare testimone delle difficoltà e dei tentennamenti di una storia a cui gli sembra di appartenere sia pure in modo singolare. Nel mezzo di queste due parti, quasi a colmare un vuoto di tempo e di spazio, troviamo Julian Barnes e la sua vita di vedovo ottantenne, minata da un tumore gestibile e alle prese con una serie di riflessioni sul senso della vita, la vecchiaia e la morte.
Barnes è un eccellente affabulatore e impreziosisce la sua scrittura di una fitta trama di ricordi personali e citazioni colte, in un vagabondare compiaciuto tra i versi di Mallarmé, Baudelaire,
Rimbaud, il teatro shakespeariano e la narrativa di Goethe, per non parlare di opere d’arte iconiche di Bernini, Bruegel, Van Eyck, per limitarci solo ad alcuni. Lo scrittore inglese troverà il modo più
elegante e affettuoso per congedarsi dal suo lettore, sublimando in arte squisita le paure e i turbamenti di un delizioso gentleman.

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