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«10 anni senza Dario Fo»

«10 anni senza Dario Fo»

attualità
20 mar 2026 3 min
Giuseppe Zullino
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Il nostro redattore, Giuseppe Zullino, ci ricorda una figura che ha saputo utilizzare il potente mezzo della satira per trasformare la società italiana. Nonostante il passato che lo aveva visto arruolato volontario nelle fila dell'esercito fascista, ha saputo trasformare con un'ironia e una satira pungente intere generazioni attraversando la storia della televisione italiana. Quest'anno celebriamo il decennale della sua morte avvenuta a Milano il 13 ottobre del 2016.

IL 24 marzo di 100 anni fa nasceva a Sangiano, nel varesotto, Dario Fo, una delle personalità più influenti del Teatro e della Cultura tra la fine del ventesimo e l'inizio del ventunesimo secolo. Dario Fo inizia a lavorare per la radio e la televisione come autore e per il cinema come attore in pellicole poco viste e poco significative. Nel 1954 lega il suo destino all'attrice Franca Rame, che gli sarà moglie, musa e collega di scena sino alla fine e dalla quale avrà il figlio Jacopo. Diplomato in pittura presso l'Accademia di Belle arti di Brera a Milano, Fo decide di dedicarsi interamente al Teatro come attore, autore, regista e anche scenografo. Lo spettacolo che lo consacra è "Mistero buffo" del 1969. In questo sorprendente lavoro, Dario Fo è solo sulla scena e racconta episodi del Vangelo e della Storia medievale, reinterpretandoli col gusto del giullare che si fa beffe del potere e vuole restituire dignità agli oppressi. Geniale, a livello linguistico, l'uso del Grammelot, una lingua inventata di sana pianta con l'uso di fonemi inesistenti e qualche parola italiana, capace di riprodurre la cadenza del dialetto lombardo e di suscitare una forte ilarità fra il pubblico, riuscendo a trasmettere il suo messaggio grazie anche alla mimica e alle camaleontiche espressioni del volto. Il ruolo del giullare anti-sistema sarà portato avanti dall'artista lombardo per tutta la sua carriera, causandogli polemiche e contestazioni da una grossa parte del pubblico, soprattutto di estrazione Cattolica, che si vedeva impietosamente ridicolizzata dalle giullarate di un artista ateo e scomodo. Fo avrà problemi con la censura della Rai TV e dovrà abbandonare con la moglie la trasmissione "Canzonissima" nel 1964. Egli ha realizzato e messo in scena altri spettacoli come "Morte accidentale di un anarchico" nel 1970 e "Lo santo jullare Francesco" del 1997, solo per citare due dei titoli più famosi. Fo riceve proprio nel 1997 il premio Nobel per la Letteratura sollevando mugugni tra molti poeti e scrittori che vedevano lui- attore nato e volto sovraesposto- non degno del massimo premio letterario. L' Accademia di Svezia volle premiare l' elevata qualità dei suoi testi e il coraggio con cui sfidava l' arroganza del Potere. Il maestro Fo suscitava anche ampi consensi tra gli spettatori e i critici di sinistra e arrivò a diventare l' autore teatrale italiano più rappresentato nel mondo. Sempre attento all' attualità e parte del dibattito politico, negli ultimi tempi si schiera al fianco del Movimento Cinque Stelle e avversa Silvio Berlusconi, a cui dedica uno dei suoi ultimi spettacoli satirici, l'"Anomalo Bicefalo". Morirà a Milano il 13 ottobre del 2016, giusto dieci anni fa.

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È stato ed è tutt'ora considerato un Maestro per generazioni di autori e interpreti che hanno compreso l' altissima levatura civile del suo lascito artistico e intellettuale.

Commenti 4

Giuseppe Zullino
Grazie a Enrica,Carolina e Francesco per l' attenzione e le belle parole.
Enrica
E' stato un grande artista che oggi ci ricorda la storia della satira
Carolina Sperti
Le efficaci parole di Zullino rendono omaggio a uno dei pochi artisti autenticamente liberi e onesti del panorama culturale nazionale. La sua levatura intellettuale e umana è stata riconosciuta da un premio Nobel ma forse non dalla memoria corta degli italiani.
Francesco Cosentino
Bravo Giuseppe, come sempre puntuale e preciso! Bell'articolo!