IL 24 marzo di 100 anni fa nasceva a Sangiano, nel varesotto, Dario Fo, una delle personalità più influenti del Teatro e della Cultura tra la fine del ventesimo e l'inizio del ventunesimo secolo. Dario Fo inizia a lavorare per la radio e la televisione come autore e per il cinema come attore in pellicole poco viste e poco significative. Nel 1954 lega il suo destino all'attrice Franca Rame, che gli sarà moglie, musa e collega di scena sino alla fine e dalla quale avrà il figlio Jacopo. Diplomato in pittura presso l'Accademia di Belle arti di Brera a Milano, Fo decide di dedicarsi interamente al Teatro come attore, autore, regista e anche scenografo. Lo spettacolo che lo consacra è "Mistero buffo" del 1969. In questo sorprendente lavoro, Dario Fo è solo sulla scena e racconta episodi del Vangelo e della Storia medievale, reinterpretandoli col gusto del giullare che si fa beffe del potere e vuole restituire dignità agli oppressi. Geniale, a livello linguistico, l'uso del Grammelot, una lingua inventata di sana pianta con l'uso di fonemi inesistenti e qualche parola italiana, capace di riprodurre la cadenza del dialetto lombardo e di suscitare una forte ilarità fra il pubblico, riuscendo a trasmettere il suo messaggio grazie anche alla mimica e alle camaleontiche espressioni del volto. Il ruolo del giullare anti-sistema sarà portato avanti dall'artista lombardo per tutta la sua carriera, causandogli polemiche e contestazioni da una grossa parte del pubblico, soprattutto di estrazione Cattolica, che si vedeva impietosamente ridicolizzata dalle giullarate di un artista ateo e scomodo. Fo avrà problemi con la censura della Rai TV e dovrà abbandonare con la moglie la trasmissione "Canzonissima" nel 1964. Egli ha realizzato e messo in scena altri spettacoli come "Morte accidentale di un anarchico" nel 1970 e "Lo santo jullare Francesco" del 1997, solo per citare due dei titoli più famosi. Fo riceve proprio nel 1997 il premio Nobel per la Letteratura sollevando mugugni tra molti poeti e scrittori che vedevano lui- attore nato e volto sovraesposto- non degno del massimo premio letterario. L' Accademia di Svezia volle premiare l' elevata qualità dei suoi testi e il coraggio con cui sfidava l' arroganza del Potere. Il maestro Fo suscitava anche ampi consensi tra gli spettatori e i critici di sinistra e arrivò a diventare l' autore teatrale italiano più rappresentato nel mondo. Sempre attento all' attualità e parte del dibattito politico, negli ultimi tempi si schiera al fianco del Movimento Cinque Stelle e avversa Silvio Berlusconi, a cui dedica uno dei suoi ultimi spettacoli satirici, l'"Anomalo Bicefalo". Morirà a Milano il 13 ottobre del 2016, giusto dieci anni fa.
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È stato ed è tutt'ora considerato un Maestro per generazioni di autori e interpreti che hanno compreso l' altissima levatura civile del suo lascito artistico e intellettuale.